ARTICOLO
Barbara Fanini

Dal Tractatus mathematicus ad disci-pulos perusinos alla Distinctio IX della Summa di Luca Pacioli: un confronto linguistico

Il codice Vaticano Latino 3129 costituisce una delle testimonianze più importanti della scrittura autografa di Luca Pacioli: il voluminoso manoscritto, che oggi conta 367 fogli, è anepigrafo e contiene un trattato matematico composto dal frate di Borgo Sansepolcro per gli allievi dello Studio di Perugia tra il 1477 e il 1480, cui gli editori recenti, Giuseppe Calzoni e Gianfranco Cavazzoni, hanno assegnato il titolo di Tractatus mathematicus ad discipulos perusinos. L’opera precede di una quindicina d’anni circa l’uscita in tipografia della Summa de arithmetica, geometria, proportioni et proportionalità (Venezia 1494), offrendosi, per alcuni aspetti, come una versione preliminare e preparatoria di quest’ultima. La consonanza di temi, che talora si spinge fino alla ripresa puntuale di alcuni problemi, è particolarmente evidente in relazione alla Distinctio IX dell’opera maggiore, di cui chi scrive sta allestendo un’edizione critica. Il contributo si propone di offrire un confronto fra i due testi, utile non soltanto a sanare alcuni errori dell’incunabolo ma anche, e soprattutto, a valutare in modo rigoroso l’attribuzione a Pacioli dei tratti grafici e fonomorfologici veicolati dalla stampa.


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SGI - XLV (2026)