Il contributo mira a tracciare le coordinate dell’italiano della pirotecnica nel Settecento, a partire dall’analisi ravvicinata del Trattato dei fuochi d’artificio (1749) dell’ingegnere bolognese Giuseppe Antonio Alberti (1712-1768). Dopo una sezione introduttiva dedicata alle più appariscenti caratteristiche esterne (modelli, scansione in capitoli, distribuzione della materia) e interne (fonetica, morfologia, sintassi, testualità), l’esame volge a uno studio approfondito del lessico della seconda, della terza e della quarta parte dell’opera, concentrandosi sulle denominazioni delle procedure di lavorazione dei fuochi artificiali e sui nomi delle singole componenti, delle tipologie e degli effetti pirotecnici terrestri, aerei e acquatici.