Boom, fan, look, pub, top: la brevità e l'espressività sono le ragioni del grande successo dell'inglese.
Ma il conformismo e la sudditanza psicologica pesano molto. Questo sesto volume ci accompagna alla scoperta della relazione tra l'italiano e le altre lingue, dal tempo (non lontano) in cui avevamo molta più dimestichezza con il francese, al quale infatti dobbiamo numerose parole della moda e della cucina (cravatta, parrucchiere, ragù...), e del pensiero politico (pregiudizio, tolleranza, fanatismo...).
Oggi l'italiano si è riempito di anglismi, non sempre necessari, talora fantasiosi, come il mister del calcio, che in Inghilterra è il coach. Così il libro contiene suggerimenti sulla "linea" da seguire; richiama l'attenzione su altre "mescolanze" in atto (quelle con le lingue dei migranti) e dedica alcuni capitoli a un tema che sta a cuore soprattutto ai genitori e agli insegnanti: l'educazione dei bambini al bilinguismo.